giovedì 16 maggio 2013

PETROLIO NO MORE!!

Il parco veicolare mondiale supera ormai il miliardo di unità ed è in consistente aumento soprattutto in paesi come Cina, India e altri in rapido sviluppo come Africa, Asia e Sud America. Il riscaldamento globale sta già facendo danni ovunque e il petrolio diventa sempre più raro, si tratta perciò, di un problema concretissimo da affrontare attivamente e subito.
I vantaggi del petrolio fino a pochi anni fa sono stati: la relativa abbondanza rispetto alla domanda, la stoccabilità dello stesso e dei suoi derivati e la rete infrastrutturale di distribuzione.
Il primo punto è venuto a mancare in questo ultimo decennio (senza contare le crisi energetiche legate ai problemi geopolitici negli anni 70) poichè la produzione non ha più seguito l'aumento della domanda (non si sono trovati nuovi grandi giacimenti facilmente raggiungibili). Sì, si parla di giacimenti nell'Artico e di petrolio ricavato dai scisti bituminosi, ma in entrambi i casi i costi di estrazione sono elevati e, conseguentemente, i prezzi dei carburanti; inoltre nel primo caso ci sono i problemi geopolitici legati alla sovranità territoriale (irrisolvibili..).
Il secondo punto è quello che, a mio avviso, ha permesso la longevità dell'uso del petrolio nei trasporti: ovvero il fatto di avere carburanti liquidi facilmente trasportabili e stoccabili con una notevole densità energetica; questo permette di avere autonomie elevate anche con un serbatoio modesto. Sembra un'ovvietà, ma solo perchè  siamo abituati a questo.
Per esempio per le auto elettriche non è una questione semplice: con la tecnologia attuale (vedi grafico densità en. batterie Li-Ion) bisogna riempire il veicolo di batterie per avere un'autonomia paragonabile a quella di un auto normale, con tutti i problemi legati al peso,allo spazio, alla stabilità dello stesso.
Il terzo punto assume il carattere di vantaggio solamente pensando alle difficoltà attuali nella distribuzione di carburanti alternativi o di elettricità. Insomma è un vantaggio temporale, nei prossimi decenni probabilmente verrà superato.



ALTERNATIVE


Le alternative che già esistono sono molte: principalmente riguardano i biocarburanti come bioetanolo e biodiesel , i veicoli elettrici e ibridi.
Il bioetanolo è già una realtà in paesi come il Brasile, mentre altri paesi come USA e Svezia si sta  investendo molto in questo campo. Il bioetanolo è vantaggioso perchè si usa nei motori a benzina con opportune modifiche ed è in forma liquida, quindi facilmente stoccabile. Altro vantaggio è la rinnovabilità e i molti metodi di produzione per ottenerlo. Chiaramente non è la soluzione finale poichè richiede terreni coltivabili e quindi tutti i problemi legati al fatto, perciò è impossibile rifornire tutti col bioetanolo poichè non ci sarebbero terreni sufficienti. Dal punto di vista ambientale è a impatto zero poichè la Co2 prodotta nella combustione è esattamente quella assorbita dalla pianta durante suo ciclo vitale.
Lo stesso discorso si può fare per il biodiesel;  tra l'altro non tutti sanno che il motore Diesel era stato pensato per andare con oli vegetali già dalla sua nascita. Rudolf Diesel lo presentò a Parigi nel 1900 e fece una dimostrazione utilizzando olio di arachidi mentre i motori odierni devono utilizzare oli vegetali opportunamente trattati  tramite transesterificazione.
Anche per il biodiesel esistono diversi oli e diversi metodi di produzione, ad esempio una pianta particolarmente interessante è la Jatropha Curcas il cui olio è utilizzabile come biodiesel, la  sua particolarità  sta nel fatto che cresce anche in terreni aridi ed è molto resistente ai parassiti,  inoltre ha molteplici utilizzi.
Questo è un vantaggio enorme se si pensa a paesi in via di sviluppo dove i pochi terreni coltivabili sono utilizzati per la produzione di cibo.
Sia l'alimentazione a bioetanolo che biodiesel possono essere utilizzate con motori ibridi aumentandone l'efficienza e quindi i vantaggi sul motore tradizionale. 
C'è da precisare che la tecnologia ibrida è già utilizzata sulle navi e su alcune locomotive già dagli anni '40, non è certo una reale novità la possibilità di utilizzarla sulle auto... (meditate su questo!). 

Stanno venendo fuori, soprattutto nell'ultimo decennio le auto puramente elettriche, premettendo che il motore elettrico (il motore a induzione di Nicola Tesla) è quasi contemporaneo (1887) al motore benzina a quattro tempi (1886) e più antico del diesel (1900), è anche molto più efficiente di quelli a combustione interna; in effetti un motore a benzina attuale si aggira intorno al 25% di efficienza, un diesel attorno al 30-35% e un motore elettrico arriva fino al 95%. Inoltre con un motore elettrico non si hanno i problemi legati alla termodinamica di un motore a scoppio:  ovvero il problema dell'erogazione della coppia. Il motore elettrico eroga la stessa coppia da 0 a infiniti giri, con potenze anche elevatissime. Avete mai visto un treno ad alta velocità diesel?!?
Il vantaggio della coppia massima disponibile da subito, non è solo una velleità sportiva, ma permette l'eliminazione di tutta la parte della trasmissione da un veicolo (il cambio diventa superfluo), inoltre è possibile costruire  un motore indipendente costruito direttamente "intorno" alla ruota risparmiando spazio ed eliminando i differenziali necessari per la stabilità del veicolo. 
Tutto  bellissimo tranne per il fatto che, come menzionato prima, l'autonomia deve essere garantita da tantissime batterie al Litio che hanno una densità energetica relativamente bassa e che aggiungono peso al veicolo causando un aumento dei consumi energetici.
Quindi il problema principale (forse unico ma estremamente penalizzante) dei veicoli elettrici sono gli accumulatori: quelli più utilizzati al momento sono gli accumulatori Li-Ion o batterie al Litio, il rischio di uno sviluppo di una tecnologia di questo tipo è  però di avere un nuovo sostituto del petrolio: il Litio.
Il giacimento più grande del mondo di sali di Litio si trova in Bolivia ed è circa il 50% delle riserve mondiali perciò probabilmente si creerebbero i soliti problemi geopolitici, di speculazioni e sfruttamento analoghi a quelli attuali per il petrolio.
Nonostante tutto, c'è da dire che per l'uso medio dell'automobile soprattutto in ambito cittadino, l'auto elettrica rimane la soluzione ideale, poichè oltre alle stazioni di rifornimento che cominciano a diffondersi, si può ricaricare da una qualsiasi presa di corrente quando non è utilizzata.
L'impatto ambientale è pressochè zero se l'energia della batteria è prodotta da una centrale elettrica da fonti rinnovabili; nel caso in cui la centrale si alimenti per esempio con combustibili fossili bisognerà tenere conto dell'inquinamento prodotto per ricaricare la batteria anche se sarà sempre minore l'impatto prodotto da un motore tradizionale. Rimane inoltre il problema della durata delle batterie che non essendo eterne, vanno sostituite ogni 5-10 anni (cosa che non succede con un serbatoio!) questo comporta una spesa per l'acquisto
della nuova unità e lo smaltimento della vecchia.

Una menzione di merito va data al metano che è sia un carburante fossile che rinnovabile, poichè esistono parecchi metodi di produzione anche per esempio attraverso la semplice decomposizione di materia organica tramite  batteri (biogas). Il metano, oltre ad essere più abbondante del petrolio ha una densità energetica più elevata di benzina e gasolio, ma per il suo utilizzo, deve essere stoccato in forma gassosa tramite compressione.
Si utilizza prevalentemente sui motori a benzina, ma anche sui motori diesel di grande cilindrata (camion, autobus) miscelato al gasolio, il suo utilizzo è in rapido aumento per la sua economicità rispetto ai carburanti tradizionali.
Anche in questo caso, usare il metano con un sistema ibrido potrebbe essere una soluzione provvisoria accettabile in attesa di qualche progresso nel campo degli accumulatori elettrici (batterie).

Per ultimo propongo un'interessante novità: il motore ad aria compressa!
Si tratta di Eolo inventata dall'ingegner Cyril Guy Negre.

Qui il video da un servizio di Geo&Geo di qualche anno fa:




Bisogna precisare che l'aria utilizzata dal motore è compressa (quindi "energizzata") da un motore elettrico che utilizza energia da un rete elettrica, quindi  vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per il motore elettrico: le emissioni legate a questo tipo di motore sono realmente zero solo se l'energia elettrica proviene da fonti rinnovabili.
I motori a combustione interna tradizionali sono anch'essi motori ad aria non compressa o semi compressa da turbine, che utilizzano il bruciamento del carburante per espandere rapidamente il gas combusto il quale spinge il pistone muovendolo e creando moto. Quindi il principio è simile..

Concludo con una considerazione di tipo ambientale: anche se si risolvesse il problema del trasporto applicando queste e altre soluzioni, risolvendo pure l'aprovvigionamento energetico tramite centrali rinnovabili, come si potrà ridurre l'inquinamento generato dal trasporto aereo?
Per ora non esistono soluzioni altrettanto efficaci.
Per la cronaca gli aerei bruciano diversi litri di kerosene per kilometro (il quale è un derivato petrolifero) e considerando che ogni giorno in tutto il mondo ci sono più di 65000 voli...lascio a voi fare i conti...
















mercoledì 20 aprile 2011

Precisazioni

La prima riguarda il post sull'economia all'idrogeno: un problema principale che affligge quest'ultima è lo stoccaggio. Ovvero a temperatura ambiente è in forma gassosa e molecolare (H2 cioè due atomi di H).
Questo significa che se si deve trasportare si può fare in forma gassosa tramite gasdotti, ma occupa 3 volte il volume del metano a parità di quantità di energia, inoltre logora molto di più le tubature di acciaio, e in più è anche più facilmente infiammabile; quindi questo comporta costi molto maggiori per la manutenzione dei gasdotti.
Altro modo è sotto forma liquida, ma deve essere tenuto a -253°C...ovvio che sarebbe un tantino dispendioso.
Inoltre c'è da specificare che l'auto a idrogeno (fuel cell) NON è ad emissioni zero, produce vapore acqueo che è anch'esso un gas serra anche se ha un ciclo di vita più rapido della CO2.
Per ultimo guardando questo semplicissimo schema
diventa palese che conviene utilizzare direttamente l'energia elettrica prodotta per utilizzare auto elettriche pure.
Il problema (sempre pensando alle centrali solari nel deserto) rimane il trasporto dell'energia tramite elettrodotto (i soliti tralicci) il quale, su lunghi percorsi è affetto da dispersioni (da resistenza) che chiaramente, viste le distanze, diventano significative. La risposta a questo problema si può ricercare nei superconduttori, molti dei quali (quelli conosciuti) funzionano a temperature estremamente basse. Inoltre, sempre che si riesca in un futuro prossimo, a trovare un composto superconduttore a temperatura vicina a quella ambiente, bisogna vedere se il materiale è economico! Non è affatto semplice...

La seconda precisazione riguarda ancora il nucleare: nei primi post avevo detto che forse l'energia nucleare sarebbe un po' più  conveniente (parlando prettamente della bolletta), ebbene la risposta è NO.
E' addirittura più costosa, quindi (a parte il Torio) è completamente inutile il programma nucleare italiano.
Per bibliografare e approfondire potete dare un'occhiata al post del 1 Aprile 2011 (luoghi comuni nucleari) del blog di Mario Tozzi nel quale smonta la tesi della convenienza del nucleare con inequivocabili conti.

                                             Blog di Mario Tozzi

martedì 12 aprile 2011

IDEE ENERGETICHE

Alla luce dei recenti avvenimenti giapponesi (a tal proposito propongo un sito del MIT dedicato al disastro: http://mitnse.com/) unitamente alla recente guerra PER IL PETROLIO LIBICO, urgono ripensamenti sull'approvvigionamento energetico e sulla filiera economica che ne consegue.

Il sole produce una quantità di energia spaventosa, la Terra ne riceve una parte che è distribuita più o meno uniformemente sulla superficie. Di questa una parte è riflessa e una parte assorbita.
Ora, considerando solamente le aree desertiche del pianeta (con bassa nuvolosità e piovosità), bastano 6 ore di irraggiamento in tali aree per soddisfare il fabbisogno energetico MONDIALE di UN ANNO!
A questo proposito esiste già un progetto internazionale per sfruttare le aree desertiche per il fabbisogno energetico europeo: progetto DESERTEC. (link wikipedico)
Non si parla solo di pannelli fotovoltaici, bensì di solare termodinamico.
Nel link wikipedico è approfondito abbastanza bene di cosa si tratta. Per chi non ha voglia di spiegoni riassumo: si tratta di centrali nel quale si concentrano i raggi solari in un punto dove c'è un serbatoio (con sali fusi o olio) che assorbe calore il quale è utilizzato per produrre elettricità al solito modo (andate ai metodi di produzione). Uno dei vantaggi è che può produrre anche in notturna sfruttando i serbatoi di calore scaldati durante il giorno.
Qui mi è venuta un'idea: si potrebbe affiancare una centrale per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi ad alta temperatura. Il problema dell'economia all'idrogeno è sempre stato il bilancio energetico: io produco l'idrogeno tramite elettrolisi (processo molto energivoro) tramite combustibili fossili, quindi il vantaggio di emissioni zero della mia bella auto ecologica è bruciato nella produzione del carburante. Insomma devo produrre idrogeno tramite rinnovabili, perchè ci sia vantaggio.
Di fatto il motore a idrogeno produce elettricità da reazione chimica (che produce vapore acqueo), l'elettricità viene sfruttata da un motore elettrico per la trazione.
Il motore elettrico, inoltre, è più efficiente, potente, economico di uno a combustione interna (posterò in proposito prossimamente)

Quindi oltre al vantaggio della produzione energetica abbondante e totalmente rinnovabile, si creerebbero delle buone premesse per poter costruire anche un'economia all'idrogeno per i trasporti rivoluzionando così, la filiera economica, togliendosi l'inutile petrolio dalle palle e di conseguenza tutte le guerre per ottenerlo.
Due piccioni con una fava...
(faranno di tutto per impedircelo, ma questo è un'altro discorso)

Ovvio che questa è un'idea, ma per risolvere la questione energetica bisogna applicare più soluzioni contemporaneamente.
A questo proposito cito qualche interessante idea di Carlo Rubbia





martedì 29 marzo 2011

Energia nucleare importata & faccende poco chiare


Letto questo sorgono parecchie domande:  perchè dobbiamo spendere un botto per la costruzione di nuove centrali nucleari?
La risposta è ovviamente nei soliti interessi economici di quattro stronzi. Pantalone paga per costruire le centrali e, una volta in funzione, pantalone ripaga l'energia prodotta con le bollette forse con uno sconto di un centesimo ogni milione di anni. Sì, FORSE si paga leggermente meno sulla bolletta, ma se sommiamo gli investimenti per la costruzione si paga molto di più. Ma chissenefrega tanto sono i coglioni che pagano la bolletta a perderci, chi produce e distribuisce ha un guadagno netto spaventoso.

Facendo due conti: Francia 10701 Gwh/anno * 0.7517 = 8044 Gwh/a di provenienza nucleare,
Svizzera 24273 Gwh/a * 0.395 = 9667 Gwh/a, Slovenia 6712 Gwh/a * 0.38 = 2551 Gwh/a.
Totale di provenienza nucleare 20262 Gwh/a
Il fabbisogno nazionale lordo nel 2009 sono stati 317602 Gwh/a quindi 20262/317602 = 0.0638
circa che significa 6.38%.
Cioè 6.38% di nucleare rispetto al fabbisogno nazionale lordo.

Qui l'articolo poi dice che considerando il "mix medio energetico nazionale" la percentuale scende all'1.5%.
Dice che è quello che è effettivamente consumato...cioè compriamo il 6% e ne consumiamo l'1.5%? Non torna per niente.
Su internet ho trovato milioni di copie di questo articolo (è un copia-incolla), ma non una menzione su cosa sia
o come si calcoli questo mix etc.. MISTERO DELLA FEDE da parte di tutti i lettori.

Io sono un infedele e quindi: Calcolo del mix energetico che trovate alla pagina 9 di 10.
Cosa sono questi CO-FER? Questi basta che andiate al capitolo 2 all'inizio.

Questi CO-FER sono considerati energie rinnovabili. Dato che quello che compriamo da importazione è considerato rinnovabile (parola dei dirigenti di gestori energetici) questo vuol dire che parte dell'importazione è venduta a soggetti terzi? Che poi magari ce la rivendono a loro volta?

Riassumendo: io stato italiano decido di importare energia comprandola e la rivendo a un soggetto terzo che a sua volta (spacciandola per rinnovabile e non spendendo nulla di impianti) la rivende a te.
Quindi: non c'è concorrenza, non è energia rinnovabile, e in più tu, utente-pirla, la paghi 2 volte???

L'energia importata la paga l'Enel o pantalone?
Sono solo congetture e magari su basi errate, però vorrei saperne di più. Qualcuno ne sa o ne capisce di più?
Se le cose stanno davvero così si chiama TRUFFA.